Villa a Tuaredda

Residenza Privata

Una dimora che si trasforma in una sorta di doppia scena fissa all’aperto sfruttando l’eccezionale anfiteatro naturale in cui è inserita, è questa l’idea che nel progetto ricerca una nuova concezione degli spazi e della centralità della costruzione, fondendo casa e natura in un unico universo semplice ed esclusivo.
Reinventare puntando su elementi che già esistono, o meglio, che ci sono da sempre, in un rapporto di completamento e non di contrapposizione attraverso forme pulite e lineari che fanno del limite il principale punto di riferimento: il limite dello spazio esterno, il limite dello spazio protetto, il limite della macchia mediterranea e ovviamente quello magnifico e irraggiungibile dell’infinito: l’orizzonte.
Le addizioni sono pensate unicamente con elementi leggeri: loggiati e pergolati che determinano gli spazi vivibili della casa all’esterno estendendosi in più direzioni, creando spazi regolari e quasi delle quinte con un doppio fronte sulla scena naturale che circonda la casa.
La prima scena, verso l’entroterra collinare Malfatano, è uno spazio chiuso delimitato da muri a secco; una corte, quasi una stanza all’aperto, ombreggiata e impreziosita da un velario composto da teli mobili.
La seconda scena, rivolta verso l’orizzonte marino, è un lungo spazio loggiato in cui il fronte della casa prosegue lateralmente in un pergolato e al lato opposto in una piscina lineare contenuta nel primo terrapieno.

, Tuaredda, Italia

Residenziale
2009

In collaborazione con

Progetto del verde: Marco Bay


Disegni tecnici