Via S. Carpoforo 10
Milan, Italy, 2010

Il progetto si sviluppa occupando quasi totalmente il lotto di forma irregolare d’angolo tra via Madonnina e via San Carpoforo e si inserisce in quella volontà generale di ridefinizione dei canoni prospettici e di frammentazione dell’isolato esistente in un rapporto tra antico e nuovo in grado di esprimere la continuità dei caratteri del tessuto urbano.

In tal senso, trattandosi della ricostruzione di un edificio in gran parte demolito a seguito dei bombardamenti del 1943, si è scelto di intervenire saturando i volumi con un’architettura dai caratteri stilistici classici e minimali, derivati ma non uguali a quelli del contesto storico, per adeguarsi ai criteri del vincolo paesaggistico ma anche considerando che sullo stesso incrocio già esiste un edificio modernista del tutto alieno rispetto ai caratteri vincolati dell’ambito di Brera. Assumendo il fatto che l’insistenza di due architetture di contrapposizione in un così stretto spazio urbano altererebbe del tutto l’ambito di San Carpoforo, è stato perciò scelto un linguaggio architettonico pacato ed improntato alla continuità senza cadere nel mimetismo storicista, deputando alla ricostruzione dell’isolato urbano il reale valore espressivo dell’atto del costruire: una scelta minimale di rispetto ma che reputiamo dovuta in questo specifico caso e contesto.

Nel progetto di ricostruzione, planimetricamente viene realizzata la continuità della cortina edilizia lungo la via Madonnina come prescritto dal piano anche se la proprietà del lotto e l’edificio originario sporgevano rispetto l’allineamento principale. Per quanto riguarda i riferimenti all’altezza del basamento e del cornicione di gronda viene proposto il riferimento all’attiguo edificio su via S. Carpoforo in quanto prospetticamente più rilevante nei confronti dei luoghi significativi. 

Rispetto il sedime originale del lotto il fronte d’angolo è stato ulteriormente arretrato in modo da favorire l’ambito stradale pubblico semplicemente tramite una vetrina binata uguale ed in continuità con quella realizzata sulla via S. Carpoforo uniformandosi così ai caratteri architettonici dell’edificio.   

Il progetto prevede l’uso dei vari livelli mediante tipologie residenziali che, dovendo assumere anche una serie di vincoli architettonici e morfologici dagli edifici adiacenti, sono organizzate con un unico corpo scala in modo da sfruttare adeguatamente la sezione longitudinale del lotto e gli affacci possibili solo lungo le pubbliche vie.

Per quanto riguarda i caratteri dell’architettura dell’edificio ed i materiali per le facciate pubbliche, il progetto si misura attraverso un confronto  pacato e minimale ma in stretto rapporto con gli elementi della tradizione milanese (pietra/granito, intonaco nelle tonalità tenui, legno per i serramenti, ferro per i parapetti ed il cotto in elementi lamellari inclinati per il tetto) in quell’ambito particolare di reinterpretazione dell’antico, demandato al disegno dei dettagli e della costruzione a scala edilizia, in grado di  promuovere una continuità stilistica contemporanea e possibile nel rispetto del particolare ambito paesaggistico del quartiere Brera.