Rovello 14/16

Complesso immobiliare residenziale

L’intervento riguarda la nuova costruzione di un complesso a funzione residenziale da realizzarsi nel lotto al civico di via Rovello 14 e 16. La zona, nel vero cuore del Centro Storico di Milano, è in prevalenza residenziale ed eterogenea, con costruzioni di epoche diverse accostate tra loro. Il lotto confina con edifici storici costruiti tra settecento e ottocento tra i quali si distingue “Palazzo Cagnola” il cui volume principale e relativo cortile porticato danno su via Cusani.
Pur affacciandosi ad un contesto paesaggistico particolarmente simbolico e storicizzato il progetto valorizza positivamente tale incidenza rimanendo aderente al tessuto esistente ed a quanto previsto per la ricostruzione del lotto ma nel contempo definendo caratteri architettonici moderni ed un’immagine complessivamente innovativa dell’abitare.
La volumetria disponibile è ripartita all’interno di un doppio sistema di stecche parallele a via Rovello. L’ingresso dalla via avviene da un unico atrio che conduce al sistema di distribuzione verticale e agli accessi della stecca interna. Un’autorimessa interrata di quattro livelli soddisfa il fabbisogno connesso con la nuova costruzione rendendo disponibili inoltre posti auto per le esigenze della residenza circostante.
A seguito delle attività di scavo inoltre, La Soprintendenza per la Lombardia del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ha disposto la conservazione di una parte dei reperti archeologici rinvenuti in sottosuolo visitabile e compatibile con la costruzione del parcheggio interrato.

Il piano terra del complesso, nel rispetto degli elementi costitutivi e dei percorsi, è stato disegnato e razionalizzato dedicandolo totalmente agli atri d’ingresso ed alle funzioni comuni condominiali (una spa con piscina nell’edificio A, una palestra e una sala condominiale nell’edificio B), che gravitano attorno al giardino/cortile interno.
Agli altri piani dell’edificio sono state pensate diverse tipologie di appartamenti secondo le esigenze della proprietà adeguando il rapporto delle stesse con le logge. All’ultimo livello dei due edifici, pur mantenendo la copertura a falde nel rispetto delle altezze di colmo assentite, si è preferito arretrarsi dalla facciata creando dei terrazzi a servizio degli appartamenti il cui parapetto rispetta comunque quote e allineamenti convenzionati. L’intervento conta in tutto 41 unità abitative e 93 box.

Aspetti architettonici
In ragione di un inserimento pacato nel contesto, il progetto propone una ricostruzione ragionata dell’impaginato dei prospetti adeguata alle tipologie residenziali e rimanendo coerente al linguaggio urbano milanese attraverso una composizione di volumi leggermente sfalsati che ripropone la tradizionale alternanza di pieni e vuoti in continuità con i caratteri locali.
Si è voluto testimoniare una tensione tra moderno e tradizione ed una sorta di gioco a confondersi proponendo, come nelle architetture di De Finetti e Gardella, un’alternanza tra intonaci e parti lapidee con serramenti a tutt’altezza che sottintendono ad una spazialità interna che affaccia sullo spazio pubblico propria dell’evoluzione del primo razionalismo milanese.
Edificio A:
Lungo la via Rovello la conformazione di progressivo arretramento della facciata che si adatta alla curva della strada viene rispettata e ricomposta con un impaginato rigoroso e pulito che fa riferimento agli elementi costitutivi (corpi scala e strutture) marcandoli ordinatamente. Un rivestimento lapideo in ceppo sottolinea il basamento mentre nella porzione centrale della facciata, calibrata sull’atrio principale reso complanare alla strada pubblica, diventa di granito bianco di Montorfano. La facciata è segnata oltre che dalla pensilina del porticato dalla gerarchia dei piani sovrapposti con marcapiani sempre in granito.
Il prospetto verso il giardino riprende l’ordine delle logge sovrapposte introducendo elementi di verde rampicante complementari all’architettura ma ordinati rispetto la spazialità degli interni.
Edificio B:
L’edificio interno, più alto di due piani rispetto il primo, ripropone facciate molto aperte e leggere segnate nei loggiati da un ordine trilitico prevalente che si rapporta con il verde dei terrazzi (elementi schermati con verde rampicante) e del giardino. Nella parte più interna il fronte fa quasi da intermediazione con i loggiati dell’edificio di Figini e Pollini su cui prospetta.
L’architettura conferisce complessivamente un effetto materico al contempo variabile e ordinato ai volumi, inoltre il rapporto creato con il progetto del verde è da intendersi in quell’ambito complessivo, ormai imprescindibile nelle nuove costruzioni, non solo di mitigazione ma anche di sostenibilità ambientale e di riduzione dell’impatto climatico dell’edificio. In tal senso sono pensati gli elementi formali deputati al verde decorativo che fanno parte della caratterizzazione delle logge assolutamente complementari all’architettura.

, Milano, Italia

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